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AMBIENTE


Risibile il tempo dedicato al dibattito sull’importante legame tra Commercio e Ambiente. Di conseguenza, la Dichiarazione si limita ad un mero rapporto sullo stato dell’arte del negoziato in seno al Consiglio Commercio e Ambiente (CTE).

Un risultato senza dubbio deludente rispetto alle attese. Ad Hong Kong si auspicavano, infatti, concreti progressi almeno sul par. 31.iii della Dichiarazione di Doha (riduzione e se del caso eliminazione delle barriere tariffarie e non tariffarie di una lista di beni e servizi ambientali), alla luce dell’approfondito dibattito sviluppato a Ginevra.

Tuttavia, nelle fasi finali del negoziato è prevalsa la linea statunitense, orientata a svuotare il testo, eliminando entrambe le opzioni proposte da Lamy: l’una preferita dall’India – contraria ad una lista determinata di beni ambientali e favorevole ad un approccio caso per caso sulla base di progetti ambientali –, e l’altra, più ambiziosa, caldeggiata dall’Unione Europea, che si era detta pronta a ridurre l’attuale lista di beni, a patto che non si trasformasse in una lista di beni "single use", cioè beni che possono essere usati esclusivamente per fini ambientali.