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INDICAZIONI GEOGRAFICHE


Va dato merito alla Commissione, attraverso un deciso atteggiamento negoziale, di essere riuscita a difendere questo capitolo, che non è stato intaccato ad Hong Kong, nonostante i tentativi di Paesi risolutamente contrari come ad esempio Argentina e Australia.

Le indicazioni geografiche si confermano dunque uno degli obiettivi prioritari per l'Italia e l'Unione Europea, oggi più coesa su questo punto e decisa ad assicurare ai prodotti di qualità la massima tutela possibile sui mercati internazionali.

In particolare, su vini e spiriti (par. 29) si conferma l'impegno ad istituire il registro multilaterale, con un esplicito richiamo alla necessità di intensificare i lavori in vista del completamento del mandato.

Per l'estensione della protezione ai prodotti diversi dai vini e spiriti, si rafforza il mandato al Direttore Generale a condurre consultazioni e a riferire al Comitato dei Negoziatori e al Consiglio Generale dell'OMC (par. 39), specificando la data per la verifica dei progressi realizzati (31 luglio 2006).

Per quanto riguarda infine la lista claw back – e cioè quel gruppo di prodotti di qualità, notoriamente contraffatti o imitati e per i quali si chiede un ampio accesso al mercato in seno al negoziato agricolo – sembra molto improbabile che il dossier possa progredire, sia per la contrarietà di molti Paesi WTO, sia per la mancanza di entusiasmo degli stessi Commissari Mandelson e Fisher Boel dimostrata nel Consiglio Affari Generali tenutosi ad Hong Kong.

Un breve accenno merita la questione della disclosure (par. 39) della fonte di origine delle risorse genetiche e conoscenze tradizionali. Si tratta di un tema rilevante per l’Italia, anche per l’interazione con le indicazioni geografiche. L’Europa ha già dichiarato la disponibilità ad accettare la disclosure della fonte di origine delle risorse genetiche e le conoscenze tradizionali – il dibattito interno alla Comunità verte sulle sanzioni in caso di una disclosure falsa, ma non sull’obbligatorietà della disclosure – mentre la posizione degli Stati Uniti rimane ancora chiusa.