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Merita una particolare menzione il par. 24 della Dichiarazione di Hong Kong che, per la prima volta, introduce un parallelismo ("balance") fra concessioni all’accesso al mercato per i prodotti agricoli (Agricolture Market Access - AMA) e quelle per quelli industriali (Non Agricolture Market Access - NAMA). Riconoscendo il ruolo chiave di questi due volet negoziali per un effettivo avanzamento degli obiettivi di sviluppo dell’Agenda di Doha, i Ministri danno mandato ai rispettivi negoziatori affinché venga assicurato un alto e comparabile livello di ambizione – tra prodotti agricoli e industriali – nella riduzione delle barriere tariffarie. Tali ambizioso obiettivo dovrà essere raggiunto in modo bilanciato e proporzionato, in linea con i principi del trattamento speciale e differenziato. Questo principio rappresenta uno degli aspetti più controversi della Dichiarazione Ministeriale. Nonostante le implicite difficoltà di confrontare due diverse procedure per il taglio dei dazi (formula svizzera linea per linea nei NAMA, formula a bande con progressività e taglio lineare all’interno di ciascuna banda in agricoltura), esso offrirà lo spunto per avanzare differenti interpretazioni da parte dei diversi attori, a seconda degli interessi specifici in campo, con il rischio che prevalga un gioco al ribasso, con il raggiungimento di un equilibrio negoziale lontano dalle ambizioni che si attendevano da questo Round. Così, ad esempio, un risultato modesto nell’apertura dei mercati in agricoltura non potrebbe che riflettersi in un altrettanto modesto risultato nelle riduzioni tariffarie per prodotti industriali, deludendo in tal modo gli interessi offensivi europei nel NAMA. In questo specifico caso, sarebbe ad esempio il Brasile – interessato ad ottenere ambiziosi tagli tariffari in agricoltura ed a mantenere alti i suoi dazi per i prodotti industriali importati – a beneficiare del principio del parallelismo AMA-NAMA. In modo speculare, un risultato non ambizioso nel settore dei NAMA, (caldeggiato dai principali Paesi emergenti, quali Brasile, Argentina, India ed altri, che intendono in tal modo proteggere le proprie industrie), offrirebbe la possibilità di far valere il principio sopra richiamato per mantenere alte le tariffe per i prodotti agricoli, che in questo specifico esempio tornerebbe utile agli interessi difensivi europei in agricoltura. Un’interpretazione "algebrica" del parallelismo (o "commisurazione") del livello di ambizione fra AMA e NAMA rischia dunque di essere uno strumento non chiaro, al quale gli attori potranno dare di volta in volta un’interpretazione rispondente ai propri specifici interessi commerciali, trasformandosi in un freno all’avanzamento del negoziato, invece di stimolarlo. La questione sarà al centro della prossima fase negoziale.
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