2008
I negoziati a livello multilaterale sull'Agenda di Doha (DDA)
Le difficoltà del processo negoziale multilaterale, così importante per
il commercio mondiale, sono note e non ancora risolte.
Ad inizio anno si erano intensificati i negoziati, tanto che si sperava
di raggiungere l'accordo sulle modalità nel settore agricolo e in quello
dei prodotti industriali entro l'estate per poi chiudere l'intero round
tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. I testi riveduti del capitolo
agricolo e prodotti industriali (NAMA) sono usciti a febbraio e a
maggio, seguiti da settimane di negoziati intensi per arrivare con delle
linee guida di base alla conferenza ministeriale convocata dal Direttore
Generale Lamy a fine luglio 2008. Dopo dieci giorni di intensi negoziati
che avevano portato un certo progresso dell'agenda di Doha, le
trattative si sono arenata per l'ennesima volta, questa volta sulla
questione del meccanismo di salvaguardia in agricoltura per
l'intransigenza di USA e India. Nel corso della ministeriale di luglio,
comunque non erano state risolte tutte le criticità né in agricoltura
(prodotti sensibili, prezzo d'entrata, lista dei prodotti tropicali) né
per i prodotti industriali (flessibilità oltre ai tagli tariffari,
clausola anticoncentrazione, negoziati settoriali), anche se una certa
evoluzione apprezzabile si era raggiunta sulle indicazioni geografiche
ed era stata convocata una conferenza ad hoc per segnalare le possibili
nuove concessioni nei servizi.
Si veda in proposito dell'ultima ministeriale l'articolo dettagliato:
http://www.mincomes.it/statistiche/bollettini_2008/bollettino3_2008/wto_dda.pdf
Dopo la rottura estiva, il round ha visto alcuni mesi di quasi completa
immobilità, fino a che, anche per contrastare gli effetti negativi della
crisi finanziaria ed economica in corso, dal summit del G-20 a
Washington di metà novembre è arrivato un deciso segnale per ripresa e
la conclusione del negoziato. In ogni caso le negoziazioni continuano e
vi sono rumors che giungono da Ginevra circa la possibilità di convocare
entro la fine del 2008 una conferenza ministeriale sempre a Ginevra,
poco prima di Natale, tra un ristretto numero di paesi (una trentina
circa) per accordarsi, se possibile entro l’anno, almeno sulle modalità
in agricoltura e prodotti industriali, per poi continuare sugli altri
capitoli (regole, servizi, ecc.) nel 2009.
Ai primi di dicembre sono usciti i nuovi testi con limitate modifiche;
la convocazione è stata rinviata per l'indisponibilità di India, Cina ed
USA.
Certo da queste indicazioni emerge la possibilità di un accordo solo sui
due temi principali (Agricoltura e NAMA), restando gli altri temi
(Servizi, Indicazioni Geografiche, regole, "settoriali" ecc.) da
negoziare in un secondo momento. Se è davvero questa la prospettiva - e
cioè "chiudere" prima il negoziato su Agricoltura e NAMA e rinviandolo
sugli altri temi - resta da capire se per l'UE tale accordo parziale
possa essere soddisfacente (e conveniente): è dimostrato come, in tema
di prodotti industriali, l'accesso al mercato per l'UE avrà
miglioramenti scarsi o nulli nei mercati emergenti (tranne forse che per
la Cina, essendo entrata da poco nel WTO ed avendo quindi dovuto già
consolidare tutte le proprie tariffe): l'Europa si dovrà accontentare
del maggiore accesso al mercato nei paesi industrializzati (USA in
particolare), fatto peraltro positivo per l'Italia.
Mancando, per ora (mail discorso del DG Lamy di fronte al TNC di venerdì
12 dicembre sembra aver chiuso il discorso) una convocazione per la
ventilata nuova riunione di fine anno, non si vedono possibili novità,
anche per l'avvicinarsi del cambio della guardia alla Casa Bianca e per
le elezioni indiane di primavera (nonché per le discussioni comunitarie
sulla PAC), negli primi mesi del 2009, fino all'anno successivo, se non
oltre.