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PANORAMICA BALCANI (Documento predisposto in occasione della Conferenza dei Ministri del Commercio Estero dei Balcani - Roma,13 novembre 2003) 1. Le relazioni commerciali
dell’Italia con i Paesi balcani si sono intensificate sensibilmente negli
ultimi anni.
L’Italia esporta verso
i Paesi balcanici soprattutto calzature, articoli da abbigliamento
e loro accessori, maglieria, tessuti, cuoio, metalli di base, materie plastiche,
prodotti chimici di base, macchinari, mobili, autoveicoli ed importa dagli
stessi Paesi tessuti, articoli di abbigliamento e loro accessori, calzature, metalli
di base, petrolio greggio e gas naturale, prodotti alimentari, prodotti siderurgici,
prodotti petroliferi, prodotti chimici, articoli in materie plastiche, legno/mobili,
motori e generatori, navi ed imbarcazioni, autoveicoli. 2. Sotto il profilo degli
investimenti diretti l’Italia sta guadagnando posizioni anche se il
posto occupato nella graduatoria degli IDE nei Paesi Balcanici è ancora lontano
da quello relativo al commercio. Gli investimenti diretti esteri
costituiscono la base più solida sulla quale costruire la vera integrazione delle
economie tra i diversi mercati. La strada intrapresa dall’Italia è quella di lavorare
in un sistema sempre più integrato pubblico-privato: in tale direzione, il Ministero
vede con grande favore iniziative tese a migliorare l’habitat in cui tali investimenti
possono svilupparsi per una crescita sostenibile di quelle economie. 3. In linea generale, i principali settori d’interesse per lo sviluppo della collaborazione economica con i Paesi dell’Area balcanica sono: new economy (informatica e telecomunicazioni), infrastrutture, ambiente, energia, agroalimentare, tessile/abbigliamento/calzature, turismo/agriturismo, meccanica, trasporti e logistica, materiali edili. Più in particolare, una rilevante opportunità per lo sviluppo della collaborazione economica bilaterale tra l’Italia ed i Balcani è rappresentata dalla creazione e dal miglioramento delle infrastrutture e dei servizi. In tale ambito, vanno menzionati i corridoi paneuropei che costituiscono entità concettuali, strade ideali, non solo per le opere infrastrutturali che prevedono, ma anche per le ricadute a livello economico, politico e sociale che producono a vantaggio dello sviluppo dei territori da loro attraversati . Di particolare interesse per i Balcani sono il Corridoio n. 5, che partendo dalla Penisola Iberica ed attraversando Francia, Italia del Nord, Slovenia, Ungheria, Rep. Slovacca ed Ucraina arriverebbe fino al Mar Nero (con Legge 84/01 del MAE, è stato previsto il finanziamento di 1.250.000 euro per il trustfund alla BERS per la costituzione del Segretariato del Corridoio n. 5 presso la sede del Segretariato IN.C.E. a Trieste) ed il Corridoio n. 8, il più meridionale di tutti nonchè quello che presenta maggiori problemi di realizzazione. Tale ultimo Corridoio, seguendo il tracciato Brindisi-Bari-Durazzo-Tirana-Skopje- Sofia Plovdiv Burgas- Varna, è pensato quale elemento di collegamento tra il Mar Adriatico e il Mar Nero, con una diramazione meridionale orientata verso la Turchia ed il Medio Oriente. Rappresenta un asse di grande rilevanza strategica poiché, oltre ad un’estesa rete stradale di 1.270 km e ad una rete ferroviaria di 960 km, è costituito da un sistema di condotte di gas e petrolio con collegamenti fino a Baku. L’aspetto finanziario è quello che presenta le maggiori difficoltà anche perché non si registra un interesse da parte delle istituzioni finanziarie internazionali per tale via di comunicazione. L’Italia pone tra le sue priorità,
sia in ambito nazionale che comunitario, la realizzazione del Corridoio n. 8,
prevedendo specifiche iniziative a sostegno della realizzazione di tale
opera. 4. La presenza delle imprese italiane sui mercati dei Balcani riguarda sia grandi gruppi industriali (FIAT, IVECO, Ansaldo, AGIP, ENEL, ITALGAS, TELECOM Italia, ALENIA, Pirelli, Duferco, Parmalat, ecc.) che piccole e medie imprese. Solo in Romania se ne contano approssimativamente 2500 (numero delle imprese italiane effettivamente operative). Anche il sistema bancario italiano va consolidando la sua presenza in tali Paesi assicurando il necessario supporto alle imprese italiane soprattutto PMI, che trovano, in molti casi, presso istituzioni finanziarie partecipate da banche italiane, anche uno sportello dedicato alla promozione delle relazioni economiche bilaterali. Principali banche presenti sul mercato risultano essere: Unicredito (presente in Croazia, in Bosnia Erzegovina, in Romania e in Bulgaria), Banca di Roma, Banca Intesa/BCI, San Paolo IMI. 5. L’interesse del governo italiano
per lo sviluppo dei rapporti politico-commerciali con l’area dei Balcani, si può
evincere dall’organizzazione di numerose missioni di diplomazia commerciale,
di cui la maggior parte con operatori economici al seguito, guidate dal Vice Ministro
Urso; basti pensare che, dall’inizio del corrente anno, sono state effettuate
ben 8 missioni guidate dal Vice Ministro Urso (Albania, Bulgaria,
Romania, Croazia, Macedonia, Serbia Montenegro e 2 in Bosnia Erzegovina), mentre
altre 6 visite erano state realizzate nell’anno 2002 (Romania,
Bulgaria, Croazia, Montenegro, Kossovo e Macedonia in occasione del Forum Ince),
sempre con l’obiettivo di superare problematiche di ordine politico-tecnico esistenti
tra i rispettivi Paesi e convogliare i comuni sforzi per la nascita e lo sviluppo
di collaborazioni economico-commerciali tra gli operatori economici italiani e
l’imprenditoria locale. 6. Sotto il profilo promozionale, le indicazioni contenute nelle linee direttrici dell’attività promozionale 2003 e 2004, trovano fondamento nella scelta, già evidenziata per l’anno 2002, di rivolgersi a tutti i soggetti coinvolti nel campo della promozione all’estero (ICE, Regioni, Camere di commercio in Italia e all’estero, Associazioni di categoria, sistema fieristico ed universitario). Particolare enfasi è posta, infatti, sul coordinamento reciproco e sulla collaborazione tra gli enti, nonché sulla condivisione di informazioni per rendere più efficace l’attività promozionale italiana nel suo insieme. A questo fine si pone l’accento sulle seguenti strategie: a) Progetti Paese – Progetti Speciali: maggiore finalizzazione nell’impiego delle risorse mediante destinazione di una quota significativa dei fondi promozionali a specifici "Progetti-Paese-pilota"; i Paesi Balcanici rientrano tra i Progetti Speciali previsti dall’attività promozionale, in quanto considerati area strategica sulla quale concentrare le risorse economiche per finanziare iniziative di promotion italiana; b) Accordi di programma e di settore – coordinamento dell’attività promozionale attraverso un impiego innovativo degli accordi di programma con le Regioni e degli accordi di settore con le Associazioni di categoria, quali strumenti di attuazione del principio di sussidiarietà. Alla stessa logica di sistema – integrazione delle iniziative di più soggetti o di più soggetti su una stessa iniziativa di interesse comune - dovranno rispondere anche gli accordi con Unioncamere, Camere di commercio italiane all’estero e con Università; c) Sportelli Italia all’estero
– attivazione graduale degli "Sportelli
Italia" all’estero dei quali faranno parte le principali istituzioni pubbliche
italiane preposte al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese, al fine
di creare un "desk" unico di assistenza in loco di natura economico-commerciale
alle imprese italiane e locali, con la partecipazione dei rappresentanti dei principali
Enti di sostegno all’internazionalizzazione (promozionali, assicurativo e finanziario).
Negli ultimi mesi sono stati inaugurati i primi due "Sportelli Italia" in Albania
e in Bosnia Erzegovina. E’ comunque
prevista la prossima apertura di Sportelli Italia
anche in Bulgaria e Romania. Degno di menzione, inoltre,
è il pacchetto di misure idonee a realizzare all’estero la "clonazione"
dei nostri distretti produttivi. Molti Paesi (oltre a Russia, Romania
e Croazia) sono interessati a creare una rete di imprese sulla base del modello
di impresa relazionale tipica dei nostri distretti. L’attenzione va rivolta a
quegli aspetti che rendono particolarmente complesso il trapianto all’estero di
una esperienza italiana legata allo specifico territorio. Una concreta attività
è già stata avviata in questo campo con la creazione di una apposita task force
italo-russa che ha visto coinvolte alcune Regioni italiane (Marche e Liguria)
e che sposa l’interesse di alcune Associazioni di categoria italiane, quali Federlegno
e ANCI che perseguono così l’obiettivo dell’internazionalizzazione delle imprese
del settore dei prodotti in legno e di quello delle calzature. Infine, in tutta l’Europa orientale
dovranno essere privilegiate le azioni collaterali ai programmi comunitari
di sostegno allo sviluppo economico (infrastrutture, ambiente e agricoltura),
mentre nei Paesi di prossima adesione, come noto, si lavorerà per soddisfare il
crescente interesse, oltreché per i macchinari, anche per i beni di consumo, i
servizi ambientali e quelli di pubblica utilità. 7. L’ Italia sostiene lo sviluppo
delle relazioni economiche con i Paesi dell’Europa Centro Orientale anche attraverso
una serie di strumenti finanziari.
Molti dei progetti finanziati ai sensi di tale legge, prevedono assistenza tecnica ad organi di Governo (Ministeri od Enti territoriali), ovvero ad Agenzie di sviluppo del territorio ed altri organismi pubblici promossi, nella maggior parte dei casi, da parte di PMI italiane specializzate. Detti progetti inoltre risultano spesso collegati ad iniziative finanziate per lo stesso Paese da Organismi Internazionali. Questa Legge, ancorché con fondi limitati, persegue sul piano bilaterale, gli stessi obiettivi dei programmi comunitari Phare, Tacis, Cards, ecc.. A tutto il 2002, ai sensi di tale legge per i Paesi dell’area considerata, sono stati cofinanziati (50% a contributo) 87 progetti di collaborazione di cui 13 a favore dell’Albania, 12 della Bosnia Erzegovina, 5 della Bulgaria, 20 della Croazia, 7 della Macedonia, 11 della Serbia e 19 della Romania, per un ammontare di oltre 22,6 milioni di euro. Il numero dei progetti presentati per quest’area è andato sempre aumentando negli anni, a testimonianza dell’impegno profuso dai nostri operatori nel mantenere una presenza in un’area di fondamentale interesse economico e geopolitico. I Paesi che hanno beneficiato del maggior numero di interventi sono la Croazia e la Romania. Per il 2003, le risorse attribuite al MAP per la gestione di tale legge, ammontano ad euro 4.648.200; a fronte di totali 134 progetti presentati (ancora in fase di istruttoria), n. 56 progetti (42% ca del totale) riguardano i Balcani, di cui 4 l’Albania, 3 la Bosnia Erzegovina, 6 la Bulgaria, 10 la Croazia, 26 la Romania e 7 la Serbia/Montenegro. La legge 84/01 - partecipazione
italiana alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo dei Balcani - operativa
dalla seconda meta del 2002, prevede interventi di cooperazione allo sviluppo
e di promozione e assistenza alle imprese. Per questo ultimo obiettivo sono stati
assegnati al MAP 44 Meuro, a valere sui fondi 2001-2002 (per il 2003 sono stanziati
complessivi 25 MEURO da suddividere con il MAE) che saranno utilizzati entro i
prossimi mesi per interventi in Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Serbia e
Montenegro, Romania e Bulgaria nei seguenti campi: informazione, formazione
di manager e tecnici, assistenza tecnica ai governi e alle autorità locali.
Tutti i progetti finanziati dal MAP avranno ricadute dirette sulle imprese.
UNIONCAMERE FDL INFORMEST Altri progetti presentati da soggetti terzi, relativi a circostanziati studi o altre iniziative nei settori indicati dal Comitato dei Ministri, potranno essere finanziati a valere su questa legge. 8- Altre Iniziative a favore dello sviluppo della collaborazione con i Balcani .
Alcuni Paesi balcanici, e precisamente
quelli rivieraschi del Mar Adriatico e Ionico, aderiscono alla IAI (costituita
dal 2000), nell’ambito della quale sono insediate sei Tavole Rotonde settoriali,
fra cui quella su "Economia, Turismo e PMI" coordinata, per l’Italia, da questa
Amministrazione. Finora, i lavori della Tavola hanno consentito di individuare
alcuni progetti strategici di rilevanza regionale nei settori del turismo,
dell’energia, delle public utilities e delle PMI (che sono quelli ritenuti
maggiormente promettenti per sviluppare la collaborazione ed il business nell’area).
Si ritiene, infatti, che tale "forum" rappresenti una fonte importante per l’individuazione
delle iniziative pubblico/private su cui far leva per incrementare detta collaborazione,
ricercandone, al contempo, le fonti di finanziamento attraverso strumenti sia
bilaterali (in primis legge 84/01), che multilaterali.
Altra Iniziativa italiana a
favore dei Balcani ma, più in generale di tutti i Paesi dell’Europa Centro Orientale,
è l’INCE che costituisce un forum di consultazione politico ed imprenditoriale
tra tutti i Paesi partecipanti, garantendo assistenza e consulenza tecnica sui
programmi di sostegno finanziario soprattutto della Bers, ma anche della Banca
Mondiale e dell’Unione Europea e facilitando il match-making tra imprese (qualsiasi
azienda italiana interessata alle realtà dell’Est può ricevere dal Segretariato
dell’IN.C.E. utili contatti con gli enti finanziatori, con le istituzioni pubbliche
e di governo, oltre che con i possibili partner aziendali locali). Per il corrente anno, si segnalano, in particolare, le seguenti due Sessioni del Forum curate direttamente da questa Amministrazione: I Panel n. 35 - Country Presentation Italia (21 novembre, ore 10.15- 11.00): sarà presieduta dal Vice Ministro Urso e vedrà la partecipazione di rappresentanti del sistema pubblico /privato (anche del mondo bancario) a sostegno della collaborazione con i Paesi IN.C.E.; II Panel n. 29 - "Project Proposal (match-making for funding) from the Italian cooperation programme (Law 212/’92)": si tratta di una sessione dedicata alla presentazione di progetti di collaborazione presentati al finanziamento di questa Amministrazione e che, pur essendo risultati ammissibili, non sono stati finanziati per carenza di fondi e che sono, pertanto, alla ricerca di altre fonti nazionali e/o internazionali di finanziamento. Si evidenzia, infine, la partecipazione del Vice Ministro Urso al panel n. 36 - "Investment opportunities in priority sectors - Agribusiness, textile, fashion, shoes, wood - and Countries – Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia, Moldavia, Ucraina", curato dall’ICE. Schede riassuntive Paesi Balcani 2003
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