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18. Linee programmatiche per il 2001 sulla politica assicurativa della Sace

Adottata nella riunione del 27 ottobre 2000. Deliberazione CIPE n.114/2000
(Pubblicata nella G.U. n. 8 dell'11/1/2001, pag 63)

La delibera - adottata ai sensi dell'art. 24, comma 2, del D.L.vo n.143/1998 - fissa le linee programmatiche di politica assicurativa per il 2001 per adeguare l'azione dell'Istituto allo scenario macroeconomico atteso in modo da renderne più incisiva l'azione di supporto ai processi di internazionalizzazione delle imprese.
Il provvedimento si articola in due parti: la prima stabilisce regole di carattere generale volte ad ottimizzare l'utilizzo del plafond annuale e delle risorse finanziare per gli accantonamenti al fondo di riserva attraverso:
a) una più ampia copertura dei rischi connessi agli investimenti all’estero;
b) la valutazione puntuale del "rating" degli istituti di credito che intervengono come debitori o garanti anche prescindendo dall’eventuale presenza dello Stato nel loro capitale sociale.
c) il miglioramento graduale della qualità del portafoglio rischi attraverso una maggiore attenzione alle operazioni di "project financing" con la presenza di garanzie collaterali - quali, ad esempio, accordi di buy back e off take, countertrade - atte a mitigare il rischio;
d) la realizzazione di una più ampia diversificazione geografica, adottando il criterio a carattere generale di contenere l’esposizione verso singoli Paesi in misura non superiore al 10% dell’esposizione complessiva, con la possibile eccezione delle operazioni di investimento e di finanza strutturata. Inoltre, nei confronti dei paesi verso i quali tale limite è attualmente superato, la Sace, ai fini del rilascio di nuove coperture assicurative, terrà conto della politica di rientro dal debito adottata da ogni singolo paese.

La seconda parte La seconda parte della delibera prende in esame le aree geografiche di destinazione dell'attività assicurativa della Sace, formulando alcuni indirizzi specifici nei confronti di quattro paesi (Algeria, Federazione Russa, Iran e Libia) verso cui si concentra una quota consistente dell'esposizione complessiva dell'Istituto.