SKA, UN
RADIOTELESCOPIO DI 3000 KM DI DIAMETRO
URSO: “CANDIDEREMO ROMA A CAPITALE DEL PROGETTO”
Roma, 26
marzo 2010
Si
svolgerà a Palazzo Rospigliosi a Roma il prossimo 30 e 31 marzo
il convegno organizzato dal COST (European Cooperation in
Science and Technology) completamente dedicato ad uno dei
progetti globali più avveniristici mai concepito: lo Square
Kilometer Array (SKA). Il progetto, del valore di un miliardo di
dollari, si pone l’obiettivo di realizzare un sistema di
radiotelescopi, un insieme di oltre 1500 antenne, disposte su
un’ampia area e collegate tra loro digitalmente così da
rappresentare la più grande superficie ricevente, un milione di
metri quadri, cinquanta volte più grande della massima
superficie ricevente ad oggi esistente.
"Crediamo – ha commentato il Vice Ministro dello Sviluppo
Economico Adolfo Urso - che questo sia un progetto che possa
affermare un ruolo di leadership internazionale del nostro Paese
e proprio per questo abbiamo intenzione di avanzare la
candidatura di Roma per ospitare il quartier generale di SKA.
Roma come base tecnologica avanzata per un progetto unico al
mondo che vede insieme la ricerca scientifica e le imprese
leader nel settore aerospaziale ed high-tech. E' una scommessa
che possiamo vincere facendo sistema, mettendo insieme le
eccellenze del made in Italy. Inizia un percorso che potrà
confermarci ancora una volta protagonisti come lo siamo già
stati in epoche diverse, come quando dopo Russia e Stati Uniti
fummo il primo paese al mondo a lanciare nello spazio un proprio
satellite".
L’eccellenza scientifica e tecnologica italiana, e
specificatamente nel settore dell’astrofisica, collocano il
nostro paese fra i protagonisti per la realizzazione di questo
progetto. “Con SKA – dice il Presidente dell’INAF Tommaso
Maccacaro - abbiamo l’opportunità di confrontarci con le
difficoltà e le soddisfazioni derivanti dalla partecipazione ad
un progetto estremamente ambizioso che costringe gli scienziati,
le industrie e le autirità governative a lavorare in stretta
collaborazione dando ognuno il meglio della propria
professionalità”.
E altrettanto importante è il ruolo che l’industria italiana
potrà svolgere nella realizzazione del sistema, sia con il
coinvolgimento di Finmeccanica che delle numerose PMI italiane
che vantano un eccellente expertise nel campo delle tecnologie
d’avanguardia necessarie per studiare l’universo. "Lo SKA, è un
progetto particolarmente complesso dal punto di visto tecnico e
scientifico, per la sua realizzazione e la successiva gestione”
commenta Giuseppe Viriglio, rappresentante Finmeccanica per il
Gruppo di Lavoro SKA. “Finmeccanica, proprio per le esperienze
specifiche sviluppate dalla sua industria in programmi analoghi,
si presenta come il partner ideale per questa iniziativa”.
SKA è un progetto ambizioso che vede in campo l’intera comunità
internazionale e che ha come obiettivo rispondere ad alcune
delle fondamentali domande sull’origine e l’evoluzione
dell’Universo. Il telescopio SKA sarà infatti capace di “vedere”
oggetti estremamente distanti quando l’Universo era molto
giovane, così da fornire possibili risposte sulla formazione
delle prime stelle, delle galassie e di altre strutture. Una
vera e propria macchina del tempo, grazie alla velocità della
luce che è finita e alla larghezza dell’Universo stesso, che
darà agli astronomi la possibilità di guardare nel passato e
studiare l’Universo com’era miliardi di anni fa.