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DIREZIONE GENERALE
PER LA POLITICA COMMERCIALE


La Politica Commerciale Europea nel 2008
 

1-La Politica Commerciale Europea nel 2008 ha riguardato in primo luogo i NEGOZIATI A LIVELLO MULTILATERALE SULL'AGENDA DI DOHA (DDA)

Le difficoltà del processo negoziale multilaterale, così importante per la UE, sono note e non ancora risolte. Si veda in proposito l'articolo e la pagina web sulla DDA.

2- In secondo luogo I NEGOZIATI BILATERALI E REGIONALI PER ACCORDI COMMERCIALI DI PARTENARIATO ECONOMICO,DI LIBERO SCAMBIO E DI ASSOCIAZIONE. La UE ha attualmente in corso vari negoziati con India, Sud Corea, Paesi ASEAN, Consiglio del Golfo, Paesi EUROMED, Russia, Ucraina, Iraq, Libia (Free Trade Agreements - FTAs), Paesi ACP (Economic Partnership Agreements - EPAs), Mercosur, Comunità Andina e Paesi dell'America Centrale (Association Agreements), Cina (PCA).

Il bilancio di quest'anno non può dirsi soddisfacente.

Si veda in proposito l'articolo "Gli accordi bilaterali dell'Unione Europea, prospettive negoziali di fronte allo stallo multilaterale".

La migliore prospettiva si ha nel negoziato con la Corea del Sud, con la quale sembra ragionevole ipotizzare una chiusura a breve, anche se restano da risolvere alcune questioni importanti, come le indicazioni geografiche, gli ostacoli non tariffari (specie nel settore automobilistico, che rappresenta la questione più importante); ci sono certo richieste coreane per un rilassamento delle regole d'origine nell'accordo. In particolare queste riguardano prodotti chimici inorganici ed organici, lavori di cuoio o di pelli, metalli non ferrosi, macchinari, apparecchi, reattori. Negli ultimi giorni dell'anno è emersa la possibilità di un nuovo Accordo con la Moldova, lo stato più povero d'Europa (forse un association agreement, che però includerà un FTA).

Si veda anche il riepilogo Tavola FTA_2008.xls

3- I problemi di difesa del mercato (dumping), le controversie internazionali,la contraffazione dall'estero e l'interrelazione con l'ambiente

A- Proposte di riforma degli strumenti di difesa commerciale Siamo oggi in una fase di riflessione sul futuro della politica di difesa commerciale , fermo restando il fatto che l'Italia cercherà di proseguire con ogni mezzo il suo impegno in sede comunitaria per il mantenimento della disciplina vigente e farà opposizione ad eventuali tentativi di riproposizione della riforma ventilata dalla Commissione.

B- Il giudizio del Panel WTO sul caso delle banane La decisione negativa per la UE ha lasciato incertezza su come affrontare la situazione per conformarsi alla decisione del panel WTO ( e sfruttare le concessioni sul tema nell'ambito dei negoziati DDA).

C- Proposte di riforma sull'etichettatura obbligatoria di origine (cd Made In) La situazione circa la proposta per un regolamento comunitario relativo alla stampigliatura dell'indicazione d'origine "Made in"è rimasta in stand by e costituirà uno dei punti caldi del 2009.

D-l'interrelazione con l'ambiente
A tal proposito va  messo in evidenza come al Comitato commercio e del WTO, il presidente M. Teehnakee ha invitato gli agli Stati Membri ad identificare quali siano per loro i beni ambientali: in ragione di ciò, ed in vista di una futura liberalizzazione degli stessi, sarà questo uno gli obiettivi europei per la conferenza sul Clima del 2009 (COP15) a Copenaghen.