Accordo di libero-scambio
- FTA UE/ MERCOSUR (ARGENTINA, BRASILE, PARAGUAY, URUGUAY)
Con il il mercato comune dei Paesi dell’America
del Sud il negoziato era stato sospeso nel 2004.
L’azione di freno esercitata da alcuni
Stati membri, il collegamento con il negoziato multilaterale e l’oggettiva
complessità delle trattative dovuta anche della diversità degli attori
coinvolti (e delle difficoltà di coordinamento interne al MERCOSUR)
hanno a lungo impedito una ripresa delle discussioni. Sono in corso
da qualche mese riunioni informali tra Commissione e MERCOSUR con l’obiettivo
di capire se far ripartire i negoziati FTA. Da parte europea è importante
capire che aspettative ha il MERCOSUR e che impegno è disposto a mettere
nella ripresa delle trattative: il MERCOSUR è consapevole che le offerte
del 2004 non possono costituire la base di partenza ma devono essere
migliorate.
I più recenti incontri informali hanno
fornito alla Commissione gli elementi "sufficienti" per annunciare un
rilancio delle trattative. Restano naturalmente aperte le grandi questioni
che avevano condotto alla sospensione del negoziato, con particolare
riguardo al dossier agricolo. I latinoamericani interrogheranno l’UE
sulla base di partenza per la ripresa delle discussioni: si tratterà
dell’offerta agricola che l’UE ha posto sul tavolo OMC a Ginevra?. Tale
offerta anziché un punto di partenza costituisce un punto di arrivo
– peraltro sofferto – per gli europei (segnatamente quelli con interessi
agricoli). A ciò si aggiungono le difficoltà del MERCOSUR a negoziare
in materia di servizi, appalti pubblici, proprietà intellettuale, autovetture
e parti auto, tasse all’export e ripartizione delle quote all’interno
dello stesso MERCOSUR.
In seno al Consiglio alcuni Stati membri
si sono pronunciati nettamente a favore di una ripresa del negoziato
che è stata appunto stabilita a maggio al vertice EULAC di Madrid (ad
esempio la Germania, il Regno Unito, il Portogallo, mentre la Francia
ha ribadito le note preoccupazioni agricole, condivise con particolare
riguardo alla carne bovina, da Polonia, Romania ed Irlanda).