Accordo economico- commerciale
- CETA UE/CANADA:
Questo negoziato avviato in questi mesi
riveste notevole interesse per l’economia del nostro Paese in quanto
può aprire numerose opportunità economico-commerciali.
Nel corso del Summit UE-Canada di maggio
2009 è stato annunciato l’avvio dei negoziati per la conclusione di
un ampio accordo economico e commerciale (CETA – Comprehensive Economic
and Trade Agreement): il negoziato procede speditamente la terza
tornata negoziale del CETA che ha avuto luogo dal 19 al 23 aprile a
Ottawa, ed il successivo un Vertice UE-Canada che si è tenuto il 5 maggio
a Bruxelles; è stato espresso grande ottimismo per la velocità delle
trattative ed è stata affermata la previsione di finire il negoziato
entro 1 anno. Anche le province canadesi –specie quelle occidentali-
avrebbero assicurato il loro impegno circa il processo negoziale, come
aveva del resto chiesto l’UE. Sembrano superate dunque le difficoltà
relative alla partecipazione e all’assunzione di impegni da parte delle
Province canadesi (che hanno una notevole autonomia), che occorrerà
tuttavia seguire con attenzione. È infatti necessario evitare che un
accordo concluso con il solo governo federale non abbia poi un’applicazione
uniforme nelle varie province federali
L’accordo è ambizioso e coprirà una dozzina
di aree (accesso al mercato dei beni, regole di origine, ostacoli tecnici
al commercio, cooperazione regolamentare, misure sanitarie e fitosanitarie,
strumenti di difesa commerciale, investimenti e servizi, appalti pubblici,
diritti di proprietà intellettuale, comprese le indicazioni geografiche,
politica della concorrenza, sviluppo sostenibile, risoluzione delle
controversie) ed è stato già raggiunto un accordo di massima su un testo
consolidato con riferimento a molti ambiti. Ci si augura, inoltre, che
si possa giungere in breve tempo, ad un accordo che riguardi sia l’apertura
dei mercati degli appalti pubblici delle diverse province federali canadesi,
sia la protezione e il riconoscimento dei nostri marchi e delle indicazioni
geografiche dei prodotti italiani.. Per l’Italia è importante, in tale
contesto, tentare di risolvere l’annosa questione del Prosciutto di
Parma (e S. Daniele) il cui marchio è registrato da un’impresa canadese
e non può così essere commercializzato sul territorio del Canada con
il suo nome che, com’è noto, è un’indicazione geografica.