Accordo di libero-scambio
- FTA UE/Corea del Sud
Non è possibile prescindere da un’analisi
dell’accordo FTA, nel quale il settore tessile, le fibre chimiche e
la seta risulterebbero penalizzate Nel settore auto la Corea del Sud
ha ottenuto indubbi vantaggi concorrenziali e proprio per questo sono
state manifestate diverse perplessità da parte di alcuni ambienti industriali
italiani. Più nel dettaglio, l’industria ha individuato gli aspetti
di maggiore problematicità nel sistema del duty drawback, che attraverso
la restituzione dei dazi pagati al momento dell’importazione dei componenti
fa sì che i produttori coreani possano in pratica beneficiare di sussidi
all’esportazione garantiti dal governo. Malgrado i dubbi è partita la
procedura scritta per l’approvazione da parte del Consiglio (rispettivamente
per l’autorizzazione alla conclusione e per l’autorizzazione alla firma
e applicazione provvisoria), successivamente ci sarà un controllo giuridico;
tutto lascia pensare che la COM -temendo una reazione negativa del PE
voglia prendere tempo fino a dopo l’autunno.
Con la parafatura dell’accordo (siglato
il 15 ottobre da parte della Commissione), si è concluso l’iter negoziale
dell’accordo di libero scambio (FTA) con la Corea del Sud. Il testo
dovrà passare ora all’esame del Parlamento europeo (dai membri dell’INTA
la commissione parlamentare commercio internazionale) –; successivamente,
l’accordo dovrà essere approvato all’unanimità dal Consiglio e ratificato
dai singoli Parlamenti nazionali degli Stati Membri della Unione Europea.
L’UE presenta attualmente un deficit commerciale
nei confronti della Corea (€14,8 miliardi nel 2007, €19,9 miliardi nel
2006), che deriva per un buon 40% dallo squilibrio commerciale nel settore
auto. Pertanto, l’industria automobilistica, che rappresenta il 14%
degli scambi commerciali totali tra UE e Corea, rappresenta un settore
di particolare criticità. Per quanto riguarda l’Italia l’interscambio
commerciale con la Corea del Sud tra Gennaio e Dicembre 2008 ha raggiunto
per l’import un valore di 3.036.482.002 euro (di cui per il settore
auto ben 408.491.286 euro), in diminuzione negli ultimi 3 anni, ed un
valore di 2.586.561.620 euro per l’export (con un aumento costante dal
2006) di cui 11.914.214 euro per il settore auto.
criticità dell’ accordo
Malgrado la scelta di siglare l’accordo
e procedere alla parafatura, fatta dalla Commissione, il testo avrebbe
dovuto essere migliorato, in quanto per quanto riguarda gli scambi commerciali
vi sono ancora fortissimi dubbi dovuti alle criticità evidenti in almeno
due settori:nel settore tessile e nel settore auto. Le fibre chimiche
e la seta risulterebbero penalizzate dall’introduzione, per alcune specifiche
voci doganali, di regole di origine sui generis basate su di una singola
trasformazione anziché sulla doppia trasformazione, il che potrebbe
incoraggiare l’utilizzo di semilavorati cinesi da parte coreana (malgrado
le autorità coreane sostengano che il loro tessile sia in realtà è di
bassa gamma e quindi concorrente di quello cinese, sia finito che semilavorato).
La Corea del Sud ha ottenuto indubbi vantaggi
concorrenziali nell’auto, poiché i suoi produttori avranno la possibilità
di chiedere il rimborso dei diritti doganali sulle importazioni a basso
costo dai paesi asiatici; ciò porterà evidentemente a distorsioni. Infatti
per quanto riguarda il rimborso dei dazi doganali (c.d. sistema del
duty drawback), l’UE e la Corea del Sud manterranno il diritto
al rimborso dei dazi all’importazione sui componenti utilizzati nei
prodotti destinati all’esportazione, conformemente alle norme dell’OMC.
Tale rimborso favorisce l’importazione di parti e componenti da paesi
" produttori di merci a basso costo come la Cina e determina un importante
vantaggio competitivo per la Corea del Sud vista la dimensione dei rispettivi
mercati (il mercato dell’auto è quindici volte inferiore, in Corea si
vendono circa 1 milione di auto, mentre nel mercato europeo circa 15
milioni). Non aiuta i nostri produttori nemmeno la clausola di salvaguardia
che autorizza un limite massimo di diritti rimborsabili del 5%, nel
caso di aumento significativo degli approvvigionamenti in provenienza
da Paesi che non hanno concluso un FTA con la Corea del Sud.
Considerando l’azzeramento delle tariffe
e le concessioni offerte alla Corea (sistema duty drawback e
regole d’origine con soglie inferiori a quelle consuete), è possibile
stimare il vantaggio competitivo concesso ai prodotti automobilistici
in circa €1500 per vettura, secondo FIAT (considerando il risparmio
derivante dall’abbattimento del dazio europeo, cui si aggiunge il sussidio
ottenuto attraverso il rimborso del dazio).
Inoltre nel testo si prevede un’apertura
del mercato europeo troppo rapida e completa alla produzione coreana,
ma anche concessioni che consentono alla Corea di esportare verso il
mercato UE beni con alta percentuale di componenti low cost.
Tutto questo si aggiunge al basso tasso
di cambio del won –la valuta coreana– che è influenzato dall’intervento
del governo.