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DIREZIONE GENERALE
PER LA POLITICA COMMERCIALE INTERNAZIONALE
Div.V


 

Accordo di libero-scambio - FTA UE/India

In questo importantissimo negoziato la parte più difficile è rappresentata dalle richieste asimmetriche nelle concessioni per l’apertura del mercato. Al momento, l’offerta tariffaria indiana riguarda soltanto il 50% delle esportazioni italiane, a fronte di un’apertura molto più elevata (80-90%) per le esportazioni totali europee, dal momento che sono esclusi dall’offerta quei prodotti di nostro maggior interesse tra i quali i tessili. Per l'UE è prioritario avere accesso al mercato (soprattutto per il modo 3) in India: sono pochi settori ma per noi irrinunciabili (in che implica in alcuni casi una modifica legislativa da parte indiana). Con l'India c'è già una intesa di base che la sua offerta DDA rappresenterà la base di partenza

La Commissione ha però indicato che l’ultima tornata negoziale ha avuto un esito costruttivo. Gli indiani non avrebbero posto alcun rifiuto, in linea di principio, di fronte alle richieste europee come, ad esempio, una maggiore flessibilità nel settore auto o in quello dei vini e spiriti. In alcuni settori sensibili, che in principio l’India avrebbe voluto escludere – come gli appalti pubblici – sarà necessario per Delhi ottenere un nuovo mandato – nel prossimo autunno – per modificare quello attuale. Per quanto riguarda i servizi l’UE avrebbe indicato interesse in una maggiore apertura indiana per quelli legali e finanziari. L’India, dal canto suo ritiene importante poter ottenere risultati significativi non solo in ambito tariffario, ma anche in materia SPS (accesso dei loro medicinali ayurvedici e deroghe sul Reach) e soprattutto per il Modo4 (accesso di personale specializzato). La Commissione ha fatto capire come il futuro del negoziato si giochi proprio sull’ambizione che dimostrerà l’Europea nella propria offerta per il Modo4