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DIREZIONE GENERALE
PER LA POLITICA COMMERCIALE INTERNAZIONALE
Div.V


 

Accordo di libero-scambio - FTA UE/SINGAPORE

L'accordo di libero scambio con Singapore, rappresenta secondo la Commissione, un obiettivo strategico per i futuri rapporti con tutta l’area ASEAN ed il negoziato in corso riveste pertanto grande importanza in vista dei prossimi appuntamenti quali: l’incontro tra il Commissario Europeo al Commercio ed il Ministro del Commercio dell’ASEAN in Agosto p.v. e la riunione ASEM ad Ottobre a Bruxelles il quadro disegnato dalla Commissione è una situazione in" fieri"di cui l’accordo con Singapore costituisce un primo ma importante tassello per rafforzare la presenza dell’U.E. in un area in cui USA e Giappone hanno già fatto importanti passi in tal senso.

A marzo 2010 si è svolto il primo round, a Singapore (8-12 Marzo 2010) dei Negoziati UE-Singapore. La Commissione ritiene che un FTA gioverebbe all’UE, in particolare in considerazione dei vantaggi che si otterrebbero in materia di servizi e IPR e, in particolare, settori strategici quali: telecomunicazioni, trasporti marittimi, settore bancario, servizi finanziari e assicurativi, ambientali, postali, contabilità, legali, distribuzione, servizi medici. Per quanto riguarda le merci, infatti, la maggior parte delle esportazioni UE verso Singapore è già esente  da dazio e i dazi rimanenti sono di solito relativamente bassi (sono solo 6 le linee tariffarie su cui vengono applicati dazi e riguardano soprattutto gli alcolici). Il reale beneficio di un possibile Accordo deriverebbe piuttosto dalla rimozione delle misure restrittive di natura tecnica o normativa (ad esempio in materia sanitaria e fitosanitaria).

Occorre inoltre valutare con grande attenzione la normativa in materia di regole di origine, anche in considerazione della posizione geografica di Singapore che rappresenta un importante sbocco per le merci di tutta la regione asiatica.

Singapore sembra interessato a disposizioni standard sulla protezione degli investimenti, ma la Commissione non ritiene utile un BIT comunitario a questo punto (comunque fino a che la discussione interna sugli investimenti non si completa la Commissione non ha intenzione di negoziare gli investimenti).
La Commissione ha poi presentato il progetto di offerta tariffaria nei settori industria, pesca e prodotti della pesca, prodotti agricoli di base e prodotti agricoli lavorati, da presentare a Singapore.
Alla base del suddetto progetto alcune considerazioni scaturenti dai dati dell’interscambio con Singapore:

  • la quasi totalità dei prodotti esportati nell’UE è già a dazio zero;

  • i prodotti esportati da Singapore non sono tra quelli "sensibili" per l’UE;

  • le importazioni di Singapore sono tutte a dazio zero tranne sei linee tariffarie che riguardano gli alcolici.

Nello strutturare il progetto di offerta tariffaria i servizi della Commissione , hanno inoltre tenuto presente sia la sensibilità ed il livello di dazi dei prodotti commerciati con Singapore e con i paesi ASEAN , sia le incognite legate alle discussioni sull’origine.
Il progetto prevede tre diversi periodi di transizione(tre, cinque e sette anni) a seconda dei prodotti rispettivamente considerati. Per alcuni prodotti, altamente sensibili e con dazi alti, in provenienza da Singapore o dai paesi ASEAN, il periodo di transizione non e’ indicato.